Democrazia, Comitato Ossigeno Umbria

I DUE VOLTI DELL’ITALIA DI OGGI

L’Istat nel Rapporto annuale, reso pubblico il 28 Maggio 2008, specifica che il reddito netto delle famiglie residenti in Italia nel 2005 e’ equivalente in media a 2.300 euro mensili. Tuttavia, a causa della distribuzione disuguale dei redditi, se si fa riferimento al valore medio, il 50% delle famiglie ha guadagnato meno di 1.900 euro al mese!! Le famiglie in cui il principale reddito e’ quello di una donna guadagnano, in media, il 27% in meno rispetto alle altre. In particolare, le famiglie composte da donne anziane sole, nel 2005, hanno percepito un reddito netto medio inferiore ai 995 euro mensili.
Nello stesso giorno in cui è stato pubblicato il rapporto annuale Istat dal mondo dello sport è giunta la notizia del licenziamento dell’allenatore dell’inter che costerà alle casse del club almeno 110 milioni di euro. Il vecchio allenatore aveva infatti un contratto blindato, che comprendeva la clausola di pagamento completo in caso di interruzione anticipata: così gli spetteranno tutti i 40 milioni che avrebbe dovuto percepire nelle prossime quattro stagioni. A questi quaranta milioni ne vanno aggiunti altri tre a stagione che spettavano al suo staff tecnico. Gli altri 56 milioni spettano al nuovo allenatore che specificatamente metterà nelle sue tasche 9 milioni netti a stagione fino al 2011, ai quali ne vanno aggiunti altri 12 circa, per i suoi collaboratori. In totale dal 1994 ad oggi i soldi spesi da Moratti sono addirittura 1.000 Mil. di Euro[1].
Due giorni dopo, il 30 Maggio 2008, in un’intervista rilasciata ad un quotidiano sportivo, il Sig. Piersilvio Berlusconi censura quanto fatto da Moratti, dichiarando: “Il caso Mancini-Mourinho? Visto il momento in cui verte il paese certe cifre sono assurde. E’ che siamo in presenza di cifre che non si dovrebbero nemmeno pronunciare, altro che spendere.”.
Queste tre notizie fanno capire in maniera chiara e semplice come il concetto di etica e morale in una società come la nostra sia andato totalmente perduto. Il Rapporto Istat ci spiega che la maggior parte delle famiglie italiane non arriva alla fine del mese e dall’altra abbiamo un presidente di una squadra di calcio, Massimo Moratti, che per cambiare allenatore, quindi una figura che sta seduta su una panchina per 90 minuti a partita, spende la cifra di 110 milioni di euro, per non parlare di quello che ha speso dal 1994 ad oggi ossia una quantità di denaro (1.000 MIL. di Euro) pari al PIL di uno Stato Europeo. Una somma del genere molto probabilmente risolverebbe il problema degli stati del cosiddetto terzo mondo, non dimenticando che se la situazione continuerà a peggiorare e se il numero delle famiglie in difficoltà in Italia continuerà ad aumentare, ci ritroveremo noi stessi a vivere in un paese povero.
Infine l’etica e la morale si dissolvono definitivamente quando il figlio del Presidente del Consiglio si comporta da vero e proprio moralizzatore e censura il comportamento del Presidente dell’Inter: probabilmente essendo giovane non si ricorda che nel 1987 suo padre, entrando nel mondo del calcio, ne ha dichiarato definitivamente la morte, cominciando a spendere cifre che erano inimmaginabili per l’epoca, dando origine così a quello che è il mondo del calcio attuale in cui televisioni e sponsor fanno da padroni. Inoltre a Berlusconi Jr. probabilmente sfugge anche che il Milan nell’agosto del 2007 ha pagato 23 Mil. di euro per un giocatore di nazionalità brasiliana di appena 17 anni.
L’unica amara verità è che viviamo in una società in cui mentre il 50% delle famiglie guadagna meno di 1.900 euro al mese lottando per il sostentamento e i bisogni più basilari della vita quotidiana, ci sono dei personaggi che spendono cifre astronomiche per futili motivi. Mettiamoci nei panni di un padre di famiglia che non riesce a garantire l’istruzione ai propri figli e lotta per pagare le bollette, ma si trova a leggere sui giornali e a vedere in televisione determinati atteggiamenti e dichiarazioni che sono una provocazione e un’offesa continua per tutti. L’unica vera riflessione che può nascere da tutto ciò è quella di interrogarsi su quali valori si basa la nostra società e quali siano i messaggi che vengono trasmessi, chiedersi perché da un lato le persone c.d. “comuni” debbano combattere per ogni piccola cosa: i giovani per trovare un lavoro che li renda autonomi; le famiglie per mantenere un tenore di vita dignitoso; gli anziani, dopo una vita di lavoro, per arrivare alla fine del mese… E dall’altro ci siano persone che si permettono di sperperare denaro senza il minimo ritegno e che addirittura sono vissute come modelli di comportamento e come mete da raggiungere.
Dott. Pierluigi Corea
[1] In dettaglio ecco meglio specificato il numero di tesserati messi sotto contratto fino al Maggio 2008: PORTIERI (14): Ballotta, Bindi, Carini, Cordaz, Ferron, Fontana, Frey, Frezzolini, Julio Cesar, Mazzantini, Orlandoni, Pagliuca, Peruzzi,Toldo. DIFENSORI (58): Adani, Andreolli, Angloma, Bergomi, Bia, Blanc ,Brechet, Burdisso, Camara , F.Cannavaro, Centofanti, Cirillo, Coco, Colonnese, Conte M., Cordoba, Chivu, Domoraud, Favalli, Ferrari, Festa, Fresi, Galante, Gamarra, Georgatos, Gilberto, Gresko, Grosso, Helveg, Macellari , Maicon , Materazzi, Maxwell, Mezzano, Mihajlovic, Milanese, Padalino, Paganin A., Paganin M., Panucci, Pasquale, Pedroni , Pistone, Rivas, Roberto Carlos, Samuel, Sartor, Serena M., Silvestre, Simic, Sorondo,Tarantino,Tramezzani ,Vivas, West ,Wome, J.Zanetti , Ze Maria. CENTROCAMPISTI (60): Almeyda , Beati ,Berti, Bianchi, Brocchi, Cambiasso, Carbone, Cesar, Cauet , Cinetti, Dacourt, Dalmat, D’Autilia, Davids, Dell’Anno, Di Biagio, Djorkaeff, Emre, Fadiga, Farinos, Figo, Gonzalez, Guglielminpietro, Ince, Jimenez, Jonk,Jugovic, Karagounis, Kily Gonzales, Lamouchi, Luciano, Manicone, Maniche, Morfeo, Moriero, Nichetti, Okan , Orlandini, Orlando, Paolo Sousa, Peralta, Pelè, Pirlo ,Pizarro, Seedorf, Seno ,Sergio Conceiçao, Sforza , Shalimov, Simeone, Solari, Stankovic, Vampeta ,Van Der Meyde, Veron ,Vieira ,Winter, Zanchetta, Zanetti C., Ze Elias. ATTACCANTI (36): Adriano ,Baggio ,Balotelli, Batistuta, Bergkamp, Branca ,Caio, Choutos, Colombo, Corradi ,Crespo ,Cruz ,Delvecchio, Di Napoli ,Ferrante ,Fontolan ,Ganz ,Ibrahimovic, Kallon , Kanu, Keane Roy, Martins, Mutu, Pacheco, Panchev , Rambert , Recoba, Ronaldo, Russo, Sinigaglia, Suazo, Sukur,Ventola, Veronese, Vieri, Zamorano. ALLENATORI (10): Castellini, Cuper, Hodgson, Lippi , Lucescu, Mancini, Mourinho, Simoni,Verdelli, Zaccheroni.

Iniziative, Comitato Ossigeno Umbria

OSSIGENO come parte civile nel processo per l’omicidio di Barbara Cicioni

L’associazione OSSIGENO onlus, parte civile nel processo per l’omicidio di Barbara Cicioni, uccisa a Marciano nell’estate del 2007, all’ottavo mese di gravidanza, ritiene che il reato, per il quale è accusato il marito Roberto Spaccino, sia dannoso alle attività educative e di prevenzione, oltre che di servizio per le vittime, che l’Associazione stessa svolge sul territorio nazionale e in particolare in Umbria. Grande è l’impegno di OSSIGENO per tutelare e salvaguardare la dignità della vita umana in tutte le sue forme, anche attraverso interventi tesi a rimuovere ogni forma di discriminazione tra uomo e donna, ed eliminare alla radice ogni tipo di violenza esercitata nei confronti dei soggetti considerati socialmente più deboli. L’ammissione come parte civile delle associazioni, da Parte del GIP di Perugia, rappresenta un riconoscimento importante e di forte valenza simbolica, perché la violenza domestica non è più considerata un problema individuale della donna, ma un vero e proprio dramma culturale e sociale. OSSIGENO ha promosso una campagna per la sensibilizzazione contro la violenza alle donne e diffuso un manifesto degli uomini che non vogliono essere corresponsabili e complici di una violenza che ogni anno provoca direttamente la morte di decine di donne, ed esplode in centinaia di migliaia di casi di maltrattamenti fisici e/o psicologici. La violenza esercitata dagli uomini contro le donne ha una doppia valenza:la violenza fisica e la conseguente violenza psicologica che crea nella vittima uno stato d’animo di paura e terrore, di intimidazione e timore generalizzato che di fatto impedisce la libera determinazione a denunciare il fatto, a cercare aiuto all’esterno e ad allontanarsi da chi le tormenta. Essa postula un vero e proprio status di “dominio”, agisce secondo una logica di terrore, per impedire la stessa emancipazione e liberazione delle donne. Troppo spesso è “accettata” da una maggioranza “silenziosa” di cittadini e affonda le sue radici nella negazione dell’uguaglianza tra uomo e donna. L’impegno dell’associazione è rivolto anche verso le Istituzioni che giudichiamo in Italia ancora inadeguate ad affrontare questo dramma che per la peculiarità della sua natura rispetto ad altri tipi di violenza va combattuto con misure specifiche. E’ urgente un’ azione politica e legislativa che pervenga a normative di contrasto e repressione della violenza sessuale e di genere, perchè non costituisce un atto discriminante nei confronti della popolazione maschile,ma si configura come un atto dovuto, positivo, urgente ed imprescindibile per le donne e per gli uomini che si sentono ed effettivamente sono offesi, da questo gravissimo fenomeno sociale.

Le donne devono avere il diritto a vivere con dignità e sicurezza la pienezza e l’inalienabilità della libertà personale perché questo è un obiettivo costituzionale ed europeo.

Pari opportunità

100 ANNI di SIMONE de BEAUVOIR

Free Image Hosting at www.ImageShack.us

Quest’anno si celebra il centenario dalla nascita di Simone de Beauvoir scrittrice e filosofa francese, nata nel 1908 .
Il suo pensiero filosofico militante, le sue lotte, le analisi sulla condizione delle donne, la inseriscono fra i protagonisti della vita culturale e politica dell’ Europa del 900. Aderì ad ogni battaglia antimperialista, animò le lotte per i diritti civili e politici, criticò senza appello la società patriarcale responsabile della “illibertà” delle donne. Nel 1949 scrisse quell’opera rivoluzionaria, messa al’indice dal Vaticano, titolata il “Secondo sesso”. In quegli anni in Francia e in molti paesi europei compresa l’Italia, la conquista del diritto di voto e l’abrogazioni di tutte le leggi nazi-fasciste che impedivano i diritti e la libertà delle donne, davano l’impressione che ormai l’uguaglianza fosse stata conquistata per tutte. In realtà Simone comprende che anche le donne più emancipate, non solo non si percepivano come parte dell’umanità, ma la stessa società e gli uomini le osservavano nella loro parzialità, “in quanto donna”. Mentre un qualsiasi uomo non ha bisogno di chiarire che parla “in quanto uomo”, anzi è scontato che qualunque uomo quando pensa, giudica, agisce lo fa sempre in nome dell’umanità, le donne sono “l’altro”’ una parzialità. Dopo tanti decenni di lotte e conquiste anche le donne di oggi e proprio le più emancipate, soffrono la propria parzialità. La dicotomia fra le conquiste strappate e la nostra vita reale ci brucia forse più che ai tempi di Simone. E’ vero oggi in tante siamo più istruite ma anche più disoccupate o inoccupate, le privatizzazioni ci ricacciano brutalmente nelle case e la politica ripropone modelli familistici, sollecitando ragazze e donne ad accettare la loro posizione di altro, nuovamente schiave di una femminilità che si identifica con essere oggetto, farsi oggetto. Ancora oggi diventare un soggetto e una donna non è impresa facile e ci accorgiamo, come aveva intuito Simone, che non riusciamo a scrollarci di dosso la femminilità alienata, a ribellarci agli inviti a rimanere complici grazie ai “privilegi” e alle compensazioni forgiando le catene che condizionano ragazze e donne ad accettare la loro posizione di “altro”, incoraggiando quel “desiderio inautentico di rinunzia e fuga”. Le domande di Simone aspettano ancora una risposta: la “situazione” in cui la donna contemporanea vive le permette di trascendersi rispetto alla sua “natura” e di costituirsi finalmente come libertà? possiamo uscire da questa “situazione” deleteria per uomini e donne, in cui permane l’assenza di riconoscimento? data questa sua condizione, in che modo [la donna] potrà realizzarsi come essere umano? Quali vie le sono aperte? Quali finiscono in un vicolo cieco? Come trovare l’indipendenza nella dipendenza? Quali circostanze limitano la libertà della donna? E sarà in grado di superarle? Questi sono i quesiti sui quali tentare di riaprire il confronto dopo oltre quindici anni di egemonia del pensiero della differenza.

- Next »