Democrazia, Comitato Ossigeno Umbria
I DUE VOLTI DELL’ITALIA DI OGGI
01 Jun 2008 Redazione 0 comments
Democrazia, Comitato Ossigeno Umbria
01 Jun 2008 Redazione 0 comments
Iniziative, Comitato Ossigeno Umbria
L’associazione OSSIGENO onlus, parte civile nel processo per l’omicidio di Barbara Cicioni, uccisa a Marciano nell’estate del 2007, all’ottavo mese di gravidanza, ritiene che il reato, per il quale è accusato il marito Roberto Spaccino, sia dannoso alle attività educative e di prevenzione, oltre che di servizio per le vittime, che l’Associazione stessa svolge sul territorio nazionale e in particolare in Umbria. Grande è l’impegno di OSSIGENO per tutelare e salvaguardare la dignità della vita umana in tutte le sue forme, anche attraverso interventi tesi a rimuovere ogni forma di discriminazione tra uomo e donna, ed eliminare alla radice ogni tipo di violenza esercitata nei confronti dei soggetti considerati socialmente più deboli. L’ammissione come parte civile delle associazioni, da Parte del GIP di Perugia, rappresenta un riconoscimento importante e di forte valenza simbolica, perché la violenza domestica non è più considerata un problema individuale della donna, ma un vero e proprio dramma culturale e sociale. OSSIGENO ha promosso una campagna per la sensibilizzazione contro la violenza alle donne e diffuso un manifesto degli uomini che non vogliono essere corresponsabili e complici di una violenza che ogni anno provoca direttamente la morte di decine di donne, ed esplode in centinaia di migliaia di casi di maltrattamenti fisici e/o psicologici. La violenza esercitata dagli uomini contro le donne ha una doppia valenza:la violenza fisica e la conseguente violenza psicologica che crea nella vittima uno stato d’animo di paura e terrore, di intimidazione e timore generalizzato che di fatto impedisce la libera determinazione a denunciare il fatto, a cercare aiuto all’esterno e ad allontanarsi da chi le tormenta. Essa postula un vero e proprio status di “dominio”, agisce secondo una logica di terrore, per impedire la stessa emancipazione e liberazione delle donne. Troppo spesso è “accettata” da una maggioranza “silenziosa” di cittadini e affonda le sue radici nella negazione dell’uguaglianza tra uomo e donna. L’impegno dell’associazione è rivolto anche verso le Istituzioni che giudichiamo in Italia ancora inadeguate ad affrontare questo dramma che per la peculiarità della sua natura rispetto ad altri tipi di violenza va combattuto con misure specifiche. E’ urgente un’ azione politica e legislativa che pervenga a normative di contrasto e repressione della violenza sessuale e di genere, perchè non costituisce un atto discriminante nei confronti della popolazione maschile,ma si configura come un atto dovuto, positivo, urgente ed imprescindibile per le donne e per gli uomini che si sentono ed effettivamente sono offesi, da questo gravissimo fenomeno sociale.
Le donne devono avere il diritto a vivere con dignità e sicurezza la pienezza e l’inalienabilità della libertà personale perché questo è un obiettivo costituzionale ed europeo.
25 Mar 2008 Redazione 0 comments
Quest’anno si celebra il centenario dalla nascita di Simone de Beauvoir scrittrice e filosofa francese, nata nel 1908 .
Il suo pensiero filosofico militante, le sue lotte, le analisi sulla condizione delle donne, la inseriscono fra i protagonisti della vita culturale e politica dell’ Europa del 900. Aderì ad ogni battaglia antimperialista, animò le lotte per i diritti civili e politici, criticò senza appello la società patriarcale responsabile della “illibertà” delle donne. Nel 1949 scrisse quell’opera rivoluzionaria, messa al’indice dal Vaticano, titolata il “Secondo sesso”. In quegli anni in Francia e in molti paesi europei compresa l’Italia, la conquista del diritto di voto e l’abrogazioni di tutte le leggi nazi-fasciste che impedivano i diritti e la libertà delle donne, davano l’impressione che ormai l’uguaglianza fosse stata conquistata per tutte. In realtà Simone comprende che anche le donne più emancipate, non solo non si percepivano come parte dell’umanità, ma la stessa società e gli uomini le osservavano nella loro parzialità, “in quanto donna”. Mentre un qualsiasi uomo non ha bisogno di chiarire che parla “in quanto uomo”, anzi è scontato che qualunque uomo quando pensa, giudica, agisce lo fa sempre in nome dell’umanità, le donne sono “l’altro”’ una parzialità. Dopo tanti decenni di lotte e conquiste anche le donne di oggi e proprio le più emancipate, soffrono la propria parzialità. La dicotomia fra le conquiste strappate e la nostra vita reale ci brucia forse più che ai tempi di Simone. E’ vero oggi in tante siamo più istruite ma anche più disoccupate o inoccupate, le privatizzazioni ci ricacciano brutalmente nelle case e la politica ripropone modelli familistici, sollecitando ragazze e donne ad accettare la loro posizione di altro, nuovamente schiave di una femminilità che si identifica con essere oggetto, farsi oggetto. Ancora oggi diventare un soggetto e una donna non è impresa facile e ci accorgiamo, come aveva intuito Simone, che non riusciamo a scrollarci di dosso la femminilità alienata, a ribellarci agli inviti a rimanere complici grazie ai “privilegi” e alle compensazioni forgiando le catene che condizionano ragazze e donne ad accettare la loro posizione di “altro”, incoraggiando quel “desiderio inautentico di rinunzia e fuga”. Le domande di Simone aspettano ancora una risposta: la “situazione” in cui la donna contemporanea vive le permette di trascendersi rispetto alla sua “natura” e di costituirsi finalmente come libertà? possiamo uscire da questa “situazione” deleteria per uomini e donne, in cui permane l’assenza di riconoscimento? data questa sua condizione, in che modo [la donna] potrà realizzarsi come essere umano? Quali vie le sono aperte? Quali finiscono in un vicolo cieco? Come trovare l’indipendenza nella dipendenza? Quali circostanze limitano la libertà della donna? E sarà in grado di superarle? Questi sono i quesiti sui quali tentare di riaprire il confronto dopo oltre quindici anni di egemonia del pensiero della differenza.
25 Mar 2008 Redazione 0 comments
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