DIFENDIAMO IL PLURALISMO DELL’INFORMAZIONE

censuraVogliono imporre il silenzio a un centinaio di testate che nel 2012 rischiano di chiudere a causa del colpo di scure inferto al Fondo per l’editoria. Nel silenzio dei principali media e nell’indifferenza dell’opinione pubblica  si sta per consumare una grave violazione della libertà di stampa  e di espressione. Saranno coinvolti giornali di partito, di cooperative e anche giornali di piccole comunità religiose.  Oltre a togliere ossigeno vitale alla democrazia,  questa manovra comporta la perdita di migliaia di posti di lavoro.  Si attacca nel profondo il pluralismo dell’informazione che solo chi dispone di grandi mezzi economici può fare, il generale interesse ad essere informati è violato.  Il principio  sancito dall’articolo 21 della costituzione è uno dei cardini del nuovo stato democratico che ha guidato le scelte dei costituenti all’uscita dal ventennio fascista,  non può essere considerato  un semplice valore di scambio e la sua attuazione non può essere limitata e condizionata da mere logiche di mercato.  Sicuramente è necessaria una riforma in materia che riordini il settore facendo chiarezza  sul sistema dell’assegnazione dei contributi,  ma il metodo scelto è sbagliato e antidemocratico. Si tolgono garanzie a chi vi lavora e si privano di voce i partiti che in questo modo vengono esclusi dalla comunicazione politica. Tagliare i costi  della democrazia, in questo caso necessari perché possa essere garantita un’informazione pluralista e non omologata che dia luogo alla formazione  di libere opinioni, non è la soluzione ai tanti problemi dell’Italia. Così si svela il nuovo volto del fascismo che oggi non fa più uso della violenza e della sopraffazione per soffocare ogni libertà, soprattutto quella di espressione

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12 2011

AUGURI

Si chiude questo I° anno di lavoro dell’Associazione di promozione sociale Ossigeno con tanti progetti, iniziative e collaborazioni che porteremo avanti anche nel 2012!
Continueremo a lavorare per dare voce a tutte le persone che ritengono l’uguaglianza condizione indispensabile di qualsiasi democrazia e perché venga data piena applicazione all’art. 3 della Costituzione Italiana.
Ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato e partecipano alle attività dell’associazione.
Tutti coloro che desiderano sviluppare la cultura del rispetto delle differenze, una visione di democrazia laica e dei diritti, possono partecipare aderendo all’associazione e aiutandoci fattivamente perchè abbiamo sempre bisogno di forze nuove !
AUGURI DI BUONE FESTE

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12 2011

BUON ANNO E CHE SIA VERAMENTE BUONO!

Un altro anno sta giungendo al termine. E’ stato un anno difficile con l’Italia al centro della crisi economica. Un anno di
preoccupazioni e di tensioni per i gravi avvenimenti di incidenza mondiale ma, sicuramente, anche un anno di felicità legata alle nostre vicende di vita
quotidiana.
Ognuno è stato alle prese con fatti privati riguardanti gli affetti e le realizzazioni personali, ma uno stesso filo ha legato le vite di tanti  giovani
e meno giovani di tutto il mondo. Si sono ritrovati con la stessa indignazione, accumunati da un’ esigenza di protesta e contestazione forte, cosciente e
decisa, come non lo era più stata da decenni, verso le banche, le speculazioni finanziarie e le lobby politico-economiche che decidono in un batter di ciglia
le sorti degli stati e i destini di milioni e milioni di persone. Dalla Spagna, all’Italia, alla Francia fino ad arrivare in Cile, a Israele e negli Stati Uniti,
dove manifestanti del movimento Occupy Wall street urlano, nel piazzale sottostante il cuore pulzante del capitalismo finanziario, lo slogan “siamo il 99 per
cento”, “siamo quelli che combattono l’avidità dell’un per cento che ha tutto”.
La protesta si espande a macchia d’olio in diverse città degli Stati Uniti, per poi tornare in Europa da dove era partita, assumendo dimensioni planetarie.
Sono studenti, precari, disoccupati o inoccupati, sono la gente comune, persone in carne ed ossa che chiedono il cambiamento di un sistema sociale, politico
ed economico non democratico che ha reso tutti schiavi. Sono loro a pagare gli effetti devastanti delle ciniche manovre dei grandi finanzieri internazionali.
Le politiche dei singoli stati,poi, non fanno altro che aumentare il senso di sfiducia e l’indignazione cresce. Ne è un esempio il decreto “salva italia” oggi
diventato legge.
Ancora una volta viene chiesto alla maggioranza degli italiani di fare sacrifici e di aspettare tempi migliori, mentre aumenta sempre di più il divario con
i pochi straricchi per i quali la crisi è solo un lieve prurito sotto il piede.
Ma la speranza è l’ultima a morire e questa grande mobilitazione fa auspicare ha una presa di coscienza dei propri diritti violati e ad una costante lotta
contro chi vuole manipolare e decidere le vite degli altri per salvaguardare i propri privilegi.
L’augurio per il prossimo anno (o a partire da esso) è che i popoli possano ritornare protagonisti della propria vita
e che questo sistema ingordo, fondato sulla ingiustizia sociale e sulla povertà di milioni di persone, possa essere cancellato e dalle sue ceneri possa nascere
un nuovo mondo fondato sul rispetto di ogni membro dell’umanità e dell’intero pianeta.
indignatiUn altro anno sta giungendo al termine. E’ stato un anno difficile con l’Italia al centro della crisi economica. Un anno di preoccupazioni e di tensioni per i gravi avvenimenti di incidenza mondiale ma, sicuramente, anche un anno di felicità legata alle nostre vicende di vita quotidiana.
Ognuno è stato alle prese con fatti privati riguardanti gli affetti e le realizzazioni personali, ma uno stesso filo ha legato le vite di tanti giovani e meno giovani di tutto il mondo. Si sono ritrovati con la stessa indignazione, accomunati da un’ esigenza di protesta e contestazione forte, cosciente e decisa, come non lo era più stata da decenni, verso le banche, le speculazioni finanziarie e le lobby politico-economiche che decidono in un batter di ciglia le sorti degli stati e i destini di milioni e milioni di persone. Dalla Spagna, all’Italia, alla Francia fino ad arrivare in Cile, a Israele e negli Stati Uniti, dove manifestanti del movimento Occupy Wall Street urlano, nel piazzale sottostante il cuore pulsante del capitalismo finanziario, lo slogan: “siamo il 99 per cento, siamo quelli che combattono l’avidità dell’un per cento che ha tutto”. La protesta si espande a macchia d’olio in diverse città degli Stati Uniti, per poi tornare in Europa da dove era partita, assumendo dimensioni planetarie.
Sono studenti, precari, disoccupati o inoccupati, persone in carne ed ossa che chiedono il cambiamento di un sistema sociale, politico ed economico antidemocratico che ha reso tutti schiavi. Sono loro a pagare gli effetti devastanti delle ciniche manovre dei grandi finanzieri internazionali.
Le politiche dei singoli stati,poi, non fanno altro che aumentare il senso di sfiducia e l’indignazione cresce. Ne è un esempio il decreto “salva italia” ormai diventato legge.
Ancora una volta viene chiesto alla maggioranza degli italiani di fare sacrifici e di aspettare tempi migliori, mentre aumenta sempre di più il divario con i pochi straricchi per i quali la crisi è solo un lieve prurito sotto il piede.
Ma la speranza è l’ultima a morire e questa grande mobilitazione è di auspicio per  una presa di coscienza dei diritti violati e per una lotta contro chi vuole manipolare e decidere le vite degli altri per salvaguardare i propri privilegi.
L’augurio per il prossimo anno (o a partire da esso) è che i popoli possano ritornare protagonisti della propria vita e che questo sistema ingordo, fondato sulla ingiustizia sociale e sulla povertà di milioni di persone, possa essere cancellato e dalle sue ceneri possa nascere un nuovo mondo fondato sul rispetto di ogni membro dell’umanità e dell’intero pianeta.

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